Progetto: A scuola con Baba

A scuola con Baba

Per 30 giorni ho camminato in terra d’Africa, cercato le orme e ascoltato i suoni. Mi sono scoperta a pensare cose bellissime e terribili. Conosciuto persone grandi che da grandi hanno ancora voglia di imparare, ho stretto mani nere di fatica. Ballato con donne antiche di mille anni, mangiato riso e mango tutti i giorni, tanto da non sopportarlo più.

Il tea nero che ho bevuto sotto cieli gonfi come otri pronti per una festa, aveva ancora il sapore del sudore per raccoglierlo.

L’Africa entra come una lama nel cuore, lo spacca e non si cura del sangue che perdi, è una terra senza pudore, dove i preti cantano e coltivano la terra, gli uomini lavorano come bestie e le donne hanno dignità di chiamarsi tali solo se partoriscono figli che per destino, magari, non conosceranno i loro padri.

In Tanzania tutto è normale, tutto è accettato sine cura, ogni bambino che nasce non ha un posto sicuro dove stare, dove studiare e crescere.

E’ dall’ incontro con Padre Guido, parroco di Ihanga, che nasce l’idea di provare a prendersi cura di alcuni di questi ragazzi, di guardarli negli occhi, di imprimersi nel cervello il loro sguardo e le loro mani e di aiutarli a studiare. Sono ragazzi che dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo, si trovano in difficoltà, non riescono a proseguire gli studi e, anche se meritevoli, non hanno più nessuna possibilità di continuare la scuola,.

 

Progetto 1 ORFANOTROFIO DI IANGA E KIPENGHERE

 

Chi è Baba Guido

Padre Guido Duglas alis BABA GUIDO , di anni 54, nasce a Tosamaganga nel distretto di Iringa, sud della Tanzania. Dell’Africa lui dice sempre che noi occidentali conosciamo solo gli stereotipi: i bambini con la pancia gonfia, le capanne di fango e paglia, le donne con le caraffe d’acqua in testa, i tramonti mozzafiato e i safari. Tutte immagini assolutamente reali ma non esaustive di un continente che racchiude in sè realtà molto diverse, contraddizioni economiche e storie di straordinaria umanità e coraggio di vivere. Baba Guido rimane senza genitori a sei mesi di vita, viene ospitato ed aiutato dalle suore dell’orfanotrofio del villaggio e grazie a loro porta avanti gli studi fino a terminare le superiori. E’ proprio in quegli anni che nasce in lui l’idea di prendere i voti e consacrarsi a Dio. Entra in seminario e trascorre un po’ di tempo nel nord del paese, a Mwanza, dove appassionato, si laurea in lettere con indirizzo giornalistico. I lavori da fare in Tanzania non si fermano mai e lui sente che deve iniziare a muoversi per fare qualcosa per la sua gente. Spinto da questa missione si trasferisce in Kenia, incontra le suore della Consolata e accarezza l’idea di diventare missionario, ma il cielo ha in serbo cose diverse per lui e i colori che dipingeranno il suo cammino si stanno mescolando fra il desiderio di conoscenza e la voce di Dio: in Kenia prende la seconda laurea, in filosofia poi, torna in Tanzania per prendere i voti nel 1991. Dai sentieri della Tanzania, sale verso la sua prima missione, la parrocchia di Ihanga e qui inizia ad investire energie e passione per far si che chiesa, case, orfanotrofio, dispensario, officina meccanica e laboratorio di falegnameria non siano solo edifici ma contenitori attivi per dare vita ad una comunità autosufficiente, consapevole dell’investimento nel bene comune. Baba Guido nel suo operato si occupa di mantenere costanti rapporti con organizzazioni missionarie. Importante è stata, ed è tuttora, la collaborazione con il GOMNI, gruppo missionario di ispirazione cattolica, che a Ianga lo ha aiutato a sviluppare molti dei suoi progetti e con la Onlus Marianna per il sostegno a bambini e minori. Interessanti incontri li coltiva anche con il Sermig e i suoi volontari; con la Doicesi di Torino, grazie alla quale riesce a portare a termine la costruzione dell’acquedotto per il territorio intorno a Ianga A Guido piace ricordare, citando l’Agenda per il Terzo millennio 1996, Libro di Giovanni Paolo II che “La solidarietà ci aiuta a vedere l’‘altro’ – sia esso una persona, un popolo o una nazione – non solo come una sorta di strumento, con una capacità lavorativa ed una forza fisica da sfruttare a basso costo e da scartare poi quando non ci servisse più, ma come nostro prossimo, un aiuto con cui condividere, fra simili, il banchetto della vita al quale siamo tutti indistintamente invitati da Dio”. Per scrivere a Padre Guido: Ihanga2006@yahoo.com

BORSE DI STUDIO

FLAVIA 17 anni  frequenta il 3anno della la scuola superiore privata JOSIHA GIRLS HIGH SCHOL che si trova a Bukoba Tanzania

LIVINUS   15 anni frequenta il primo anno

Leggi le loro lettere

 Flavia e Livinus

FINANZIAMENTI: 2500  euro ORFANOTROFIO e 1500 euro  BORSE DI STUDIO

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